Schermi. Storie e culture del cinema e dei media in Italia
(Annata VIII, N. 14, 2024)
La sala cinematografica “all’italiana”.
Storie e culture di uno spazio architettonico, tecnologico e sociale
a cura di Paola Dalla Torre, Giovanna D’Amia, Mariagrazia Fanchi, Elena Mosconi
Negli ultimi anni processi evolutivi e avvenimenti esogeni – di cui la pandemia è stata quello più eclatante – hanno determinato una sensibile trasformazione della sala cinematografica in Italia. Appare pertanto necessario ritornare a riflettere sulla storia e l’identità di questo spazio che, per lunghi decenni, ha avuto un’ampia diffusione sul territorio e ha rappresentato per generazioni di spettatori la forma di accesso privilegiata all’esperienza cinematografica. Da una parte perché non può essere persa la memoria di ambienti che hanno segnato in modo significativo il paesaggio urbano e oggi si trovano spesso in uno stato di degrado e abbandono. Dall’altra parte perché solo attraverso la consapevolezza di ciò che ha rappresentato il patrimonio delle sale cinematografiche italiane – in termini architettonici, tecnologici, ma anche culturali e sociali – è possibile operare delle politiche di valorizzazione di questi spazi.
Lo studio sulle sale cinematografiche in ambito nazionale ha prodotto negli ultimi anni un numero crescente di ricerche; tuttavia l’obiettivo di restituire la complessità e la stratificazione delle dinamiche che attraversano la vita dell’esercizio cinematografico nel suo complesso appare ancora distante.
Inoltre, l’indagine su un ambiente così complesso (e che assolve a una pluralità di funzioni) deve essere affrontata in una prospettiva interdisciplinare, intrecciando competenze differenti. Superare la tradizionale separatezza, per esempio, tra gli studi di carattere architettonico e quelli relativi al consumo cinematografico può dar luogo a letture più perspicue e capaci di intercettare fattori interrelati e aspetti precedentemente ignorati. Allo stesso modo l’indagine sugli apparati tecnici e tecnologici si rende sempre più indispensabile per cogliere le relazioni tra i diversi spazi e ambienti dei cinematografi, le loro destinazioni d’uso, i significati culturali e sociali che questi presentano e le dinamiche che interessano la vita dei locali stessi. Ulteriori fattori di interesse riguardano la topografia delle sale, la loro diffusione spaziale in rapporto agli aspetti urbanistici, nelle diverse tipologie di agglomerati urbani (e non), anche in una prospettiva evolutiva. La sala cinematografica merita anche di essere indagata negli aspetti relativi alla comunicazione e alla promozione: l’immagine stessa della sala riveste un significato cruciale, finora del tutto trascurato, per le audiences e i loro comportamenti di consumo.
Anche i numerosi studi che sono stati prodotti a livello internazionale, e che hanno messo in campo nuove fonti, metodologie, oggetti e prospettive di ricerca, rappresentano strumenti ideali per affrontare in chiave comparativa la situazione nazionale, e per tornare a far luce, nel segno della complessità, sulla sala cinematografica italiana.
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